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LOUIS CATTIAUX
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Si riportano, per quanti fossero interessati, date e luoghi delle presentazioni dell'opera di Louis Cattiaux in Italia
8 novembre 2003 ore 17.00 a Caltanissetta presso l'Aula Magna dell'IIS Sen. A. Dirocco, via Leone XIII 64

Data successiva
11 novembre 2003 ore 19.30 a Roma presso l'Hotel Locarno, via della Penna 22 (piazza del Popolo)

Data successiva
14 novembre 2003 ore 19.00 a Milano presso la Libreria Ecumenica, Galleria Unione 1 (Missori)

 
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LOUIS CATTIAUX - L’OPERA POETICA
 
POEMI DI PRIMA, DELLA RISONANZA, ZEN, DELLA CONOSCENZA, TRISTI, ALCHEMICI.
 
Pasqua 2002
 

Un mese dopo la morte di Louis Cattiaux sua moglie, Henriette Péré, ed un piccolo gruppo di amici pubblicarono un opuscolo contenente i poemi di Louis Cattiaux. Furono raccolti in un bel volume edito da “Le Cercle du Livre”, che contiene dalle sue composizioni giovanili, I Poemi di Prima [1], fino agli ultimi che scrisse, I Poemi Alchemici, un insieme di quattro aforismi (due di questi ultimi furono introdotti più tardi come epigrafi per Il Messaggio Ritrovato). Abbiamo preferito riprodurre qui i suoi poemi tali e quali furono ordinati e pubblicati in quell’occasione, anche se è improbabile che questo fosse l’ordine concepito dall’autore.

Gli scritti che Cattiaux denominò “poemi” sono piccole riflessioni in prosa ove un pensiero profondo è espresso per mezzo di un’immagine, di un istante quotidiano o di un fenomeno naturale; in tal senso Jean Rousselot scrisse: “Sono dei piccoli “haikus” [2] in prosa, sentenziosi, tutti intrisi di evidenza, che un uomo dalle unghia pulite traccia sul dorso della nostra vita insudiciata dalla cupidigia, l’odio, l’inutile competizione” [3]. Può darsi che lo stile di Cattiaux nacque come una ricerca di nuove forme espressive, seguendo gli sforzi dell’arte avanguardista. Comunque, poco a poco, esso si convertì in uno stile molto personale che coltivò in tutte le sue opere posteriori, specialmente ne Il Messaggio Ritrovato, scritto integralmente sotto forma di sentenze. Certamente sull’uso di questa forma espressiva influì anche la sua abitudine a “frequentare regolarmente le biblioteche, ove poteva studiare le opere dei Maestri ed i Filosofi [...] Riempì diversi quaderni raccogliendo ogni tipo di osservazioni e note tratte da qui e là in forma di versetti”, [4]cioè sotto forma di piccole frasi sintetiche che riassumevano un’operazione, scrostata dai discorsi speculativi.

I poemi di Louis Cattiaux devono relazionarsi necessariamente con Il Messaggio Ritrovato, la sua opera più importante, soprattutto perché Cattiaux considerava “poemi” determinati aforismi e certi “versetti” de Il Messaggio Ritrovato. In tale distinzione si trova una chiave introduttiva alla sua lettura.

La prima distinzione è determinata dalla cronologia, considerato che la maggioranza dei poemi furono scritti anteriormente ai primi versetti. In essi si riflette il lungo e duro lavoro volto ad incontrare le forme espressive che gli permisero di manifestare con precisione i suoi sentimenti ed i suoi pensieri. Così, ciò che cominciò come un tentativo di messa a punto di un sistema espressivo proprio, si convertì nel supporto imprescindibile allo svolgimento della sua filosofia. In tal senso egli scrisse ne Il Messaggio Ritrovato: “Se desideriamo le arti, cominciamo con l’educare severamente il nostro spirito e le nostre mani e continuiamo lasciandole andare liberamente”. [5]

Però la cronologia non basta a giustificare la distinzione tra poemi è versetti, visto che alcuni coincidono nel tempo. La differenza più importante si evidenzia in relazione agli aspetti tematici: più precisamente, ciò che Cattiaux considera un poema descrive situazioni personali dell’autore, momenti vissuti, i suoi sentimenti e riflessioni in relazione alla sua sposa, ai suoi amici, al paese africano in cui compì il servizio militare, al suo gatto, ecc... oppure, altrimenti, esprime la sua opinione su differenti artisti o saggi che ammirava; mentre i versetti de Il Messaggio Ritrovato si astengono completamente dalla scrittura in prima persona e si convertono in sentenze ermetiche. Ciò è particolarmente evidente nei dodici primi capitoli o libri de Il Messaggio Ritrovato, poiché è proprio in questo momento che coincise la redazione dei poemi e dei versetti. In relazione alla elaborazione dei dodici primi capitoli, Carlos del Tilo spiega: “Lavorò per sei anni alla stesura dei primi dodici libri, (ossia un centinaio di pagine) editi nel 1946; i versetti che in essi apparivano sono concentrati all’estremo, ciascuna parola è stata pesata con cura, come una quintessenza distillata pazientemente goccia a goccia, purificata alla perfezione. L’artista si esercitò molto, fino a dominare la sua arte, che possedette allora perfettamente”. [6] A partire da tale epoca, che potrebbe situarsi alla fine della decade dei quaranta, Cattiaux abbandona quasi totalmente la pratica poetica e rivolge tutti i suoi sforzi alla stesura de Il Messaggio Ritrovato. È allora, come spiega continuando Carlos del Tilo, che: “... i versetti sembrano presentarsi ad un ritmo più rapido [...] Scrisse giorno dopo giorno, versetto dopo versetto, come guidato, posseduto da un dio segreto, non ascoltando più che questi, senza distrazione nel tumulto della grande città. I versetti sgorgavano in qualsiasi momento del giorno, trascritti nel primo pezzo di carta che incontrava”. [7]

Cattiaux separava chiaramente ciò che corrispondeva all’uomo ed alla sua esperienza in questo mondo da ciò che era motivo di ispirazione ermetica, da cui si riflette altra esperienza. Il primo si trovò riflesso nei poemi, il secondo nei versetti de Il Messaggio Ritrovato.

I poemi sono scritti, nella maggior parte dei casi in prima persona, e l’autore descrive il processo che lo condurrà ad incontrare il suo autentico centro, sottraendosi all’universo delle sensazioni di afflizione o allegria; perciò scrive nel terzo frammento dei Poemi di prima: “Presto la mia propria densità mi sottrarrà a questi poli assurdi. Sarò il mio proprio riflesso nella coscienza astrusa”.

Al di là del loro innegabile valore letterario e filosofico, i poemi di Cattiaux sono un esempio eccezionale al fine di comprendere come, per mezzo dell’arte, si possa attraversare la coscienza personale e penetrare nella coscienza che si armonizza con l’universo ed il suo creatore. Ambedue sono frutto di una esperienza, ma la prima è personale, mentre la seconda è una esperienza iniziatica in cui l’artista conosce i misteri della realtà occulta e trascendente.

In questa chiara differenziazione risiedono la grandezza e l’interesse dei poemi del nostro autore, di seguito presentati, poiché conducono fino al limite della descrizione di una esperienza personale. Nell’ultimo poema, intitolato “L’invisibile”, Cattiaux scrive: “In questa eternità del fuoco trascendente, ove si alternano le vite ed i buchi del silenzio, ho raggiunto il nocciolo segreto dei limiti e rido delle potenze della morte”.

Molti dei suoi poemi descrivono questa esperienza, in cui l’io individuale si unisce con l’Essere universale, come nel caso di quello intitolato “La gratuità”: “Mi incorporavo casualmente, in quel giorno, alla totalità dell’Essere...”. La totalità dell’essere include il macrocosmo ed il microcosmo, per cui scrive in “L’innominabile”: “Mi fece vedere il più piccolo, mi fece tastare il più grande, ed io conobbi l’identità della sua natura profonda che nessun limite mai circoscriverà”. Questa totalità dell’Essere è anche i tre piani della realtà: fisico, psichico e spirituale. Per tale ragione, nel poema intitolato “Alla purezza”, Cattiaux scrive: “Avendo esaminato la prima innocenza, osai avventurarmi nel fango dei tre mondi, senza timor di morire”.

L’esperienza, che nei poemi è descritta come una realtà che accade ad un individuo, si converte ne Il Messaggio Ritrovato in un insegnamento universale, indipendente dall’uomo che lo ha scritto. In un versetto de Il Messaggio Ritrovato possiamo leggere: “Chi domina gli stimoli del corpo, del cuore e dello spirito diventa padrone del dentro e del fuori”. [8]

I poemi di Cattiaux, specialmente gli ultimi, ci conducono al limite dell’esperienza spirituale personale: oltre, esiste solo l’esperienza profetica, cioè il momento in cui l’uomo si converte in uno strumento per l’espressione della divinità; si tratta allora della Grande Arte che insegna il mistero divino. Perciò, alla fine della sua vita, Cattiaux abbandona la poesia come forma di affermazione estetica e la sua scrittura si converte in una testimonianza profetica.

Tale processo, cui qualsiasi arte autentica aspira, lo descrive un grande amico dell’autore, il barone d’Hoogvorst, quando scrive: “Tra tutte le forme d’arte, la poesia è certo la maggiormente degna d’ammirazione quaggiù, perché ha come materia la più nobile funzione umana: la parola. La poesia, quella vera, si confonde con la profezia. Gli Antichi non dubitavano che i poeti fossero posseduti da un essere divino: la Musa. Senza Musa non c’è poeta. I termini pacati del dire poetico erano quelli di un dio incarnato [...] Ma questa poesia annuncia un’arte ancor più nobile, che incontra la sua giustificazione solo in se stessa, nella gratuità di un eterno riposo: è la festa in cui il pubero re si diverte e ride nell’Olimpo, è la Grande Arte”. [9]

I poemi di Cattiaux sono precursori ed annunciatori in questo mondo del mondo che verrà. Sono un portale d’ingresso a Il Messaggio Ritrovato, la sua grande opera senza alcun genere di dubbio, in cui affermò: “I difetti e le insufficienze del Libro sono da imputare alla nostra debolezza ed alla nostra indigenza escremenziali che appartengono al nulla fangoso. Le qualità e le bellezze dell’opera devono essere attribuite alla nostra luce sostanziale ed alla nostra ispirazione essenziale, che appartiene a Dio. Così, la nostra individualità temporale non deve fare ostacolo a chicchessia, sia respingendolo, sia attirandolo. Poiché la parola di Dio e la sua salvezza contano soli in definitiva, ed essi soli devono fare l’oggetto di tutti i nostri pensieri e di tutte le nostre attenzioni quaggiù”. [10]

Raimon Arola

 

Brevi estratti da “I POEMI” di Louis Cattiaux

 

POEMI DI PRIMA (1930)

 

POEMI DELLA RISONANZA

 
POEMI ZEN
 

POEMI DELLA CONOSCENZA

 

POEMI ALCHEMICI

 

POEMI TRISTI

 

[1] Datati 1930, nel testo.

[2] Gli haikus sono forme della poesia classica giapponese.

[3] “Louis Cattiaux visto dal suo amico Jean Rousselot”, in L. Cattiaux, Fisica e Metafisica della pittura.

[4] R. d’Oultremont, “Versetti ricopiati da L. Cattiaux”, in La Puerta, Testi alchemici, Dialtt, Balcellona, 1997, p.51

[5] Il Messaggio Ritrovato, op. citta, XXIII-55.

[6] “Louis Cattiaux, un genio ignorato”, in La Puerta. Sull’esoterismo cristiano. Ed. Obelisco, Barcellona, 1990, p. 109.

[7] Idem. A partire da quest’epoca tutto il suo interesse si concentrò esclusivamente su Il Messaggio Ritrovato ed utilizzò il pluralia maiestatis per parlare di se stesso.

[8] Il Messaggio Ritrovato, op. citata, VI-33’.

[9] “Chromis et Mnasylus in antro”, in La puerta. Tradition latina. Ed. Obelisco, Barcellona, 1995, pp 11-12.

[10] Il Messaggio Ritrovato, op. citata XXXII, 1-2.


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